Exit gastronomia urbana

IL CHIOSCO GOURMET PIù FAMOSO DELLA CITTà: EXIT GASTRONOMIA URBANA NON SMETTE DI STUPIRE.

Il fatto di aver scelto un chiosco come sede di un progetto gastronomico la dice lunga sull’intento delle tre teste che ne sono a capo. Sto parlando di EXIT – Gastronomia Urbana nato dalla passione e dall’idea di Mathias Perdomo, Simon Press e Thomas Piras. Offrire una cucina <semplice, autorevole ma allo stesso tempo accessibile> per usare le loro stesse parole è l’obiettivo di questa realtà dietro la Torre Velasca.

Exit è ormai aperto dal 2018, in una piazza nascosta dietro corso di Porta Romana, piazza Erculea. La cucina è aperta tutto il giorno, i tavoli sono pochi – nella stagione calda si espande nella piazza – e il menu cambia spesso. Qui non vi sono dettami particolari di forma, non troviamo il classico elenco diviso in antipasti primi e secondi, ma troviamo tante proposte diverse, democraticamente proposte nella stessa pagina del menu, estremamente invitanti e tutte perfettamente condivisibili.

Completa il nome Exit il binomio Gastronomia Urbana, che spiega appunto l’intento di portare la cucina di qualità, alta qualità, al maggior numero di persone possibili in una dimensione metropolitana. Senza sapere che qui si mangia molto bene, può accadere che qualcuno veda un chiosco accogliente e decida di fermarsi per pranzo o una merenda.

COSA SI MANGIA

La casualità con cui in tanti possono incappare in Exit fa parte della sua natura smart e costantemente in evoluzione. Gli assaggi partono da 8 euro per arrivare a piatti fino ai 24 euro per i secondi più complessi. Cucina gourmet e prezzi urban, questa è la filosofia più che vincente di Exit. I fiori all’occhiello sono tanti, a partire dal piatto diventato icona e must imperdibile: le uova alla Exit. Potrebbero essere una colazione abbondante, un pranzo leggero, un brunch domenicale o un antipasto di una cena. Il perfetto balance di sapori e ingredienti è rappresentativo della ricercatezza e dalla qualità che ogni ricetta porta in sé.

A bilanciare la cremosità dell’uovo c’è la dolcezza della patata, la grassezza del prosciutto iberico e l’acidità del cavolfiore sott’aceto posizionato sul fondo.
Lo si raccoglie quanto il tuorlo si è già rotto così da fare un cucchiaio completo di tutti gli ingredienti (e sapori).

Ma i piatti da capogiro sono tanti, e vi consiglio vivamente di ordinarne diversi – senza escludere quelli vegetariani che vi stupiranno – così da poterveli far porzionare sempre diviso due, e provare più proposte. Animelle con fave e cicoria, calamaro patate e ‘nduja, millefoglie di sedano rapa ricotta d’alpeggio e guancia di vitello, barbabietola nocciole agrumi bruciati e soia. E ancora piccione zucca e caffè, pecora e puntarelle, bombette pugliesi e fichi…insomma potrei andare avanti con l’elenco e non annoiarvi.

La selezione dei vini è ristretta ma di assoluta qualità, fatevi consigliare, i ragazzi saranno disponibili anche a proporvi un pairing qualora lo chiediate. Pensate ad EXIT con ad un ristorante gourmet senza l’apparato di un fine dining dove senza tacco e vestito lungo vi sentirete fuori luogo.
Qui si viene per mangiare ultra bene, con un servizio degno di essere chiamato tale e ritrovare la lentezza di un pranzo di qualità e grande expertise. Due ore ricche di tante mini emozioni.

EXIT – GASTRONOMIA URBANA
Piazza Erculea 2
20122 Milano
exit-milano.com

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