Ciciarà, l’osteria contemporanea di città

FINALMENTE UNA NUOVA OSTERIA CONTEMPORANEA IN CENTRO A MILANO, IDEALE PER MANGIARE E <CICIARA’>

Mangiare in centro a Milano non e mai facile, ma se ti spingi nei pressi dell’Università Statale da qualche mese è di nuovo possibile farlo grazie al team di CICIARA’. Una nuova osteria contemporanea che, come racconta il nome stesso, è un luogo animato, vivo, in cui chiacchierare in compagnia gustando una valida cucina.

Fratello minore dell’ormai noto Colibrì – stessa proprietà e uno staff che in parte si divide tra i due locali – Ciciarà fa parte di quella categoria di trattorie che nascono oggi sotto l’egida della nuova cucina antica” . Luoghi che ripercorrono le tradizioni di un tempo e ingredienti poveri delle cucine del passato che tornano in tavola rilette ogni volta con uno stile diverso. Gli attori protagonisti sono gli chef Michele Mette e Aronne Giorgietti, impegnati a costruire una filosofia di cucina improntata al pieno gusto, nel rispetto della sostenibilità. Una buona scelta di piatti, ideali da scambiarsi per provarli tutti, e un’attenzione speciale verso la carne. Scelta da piccoli allevamenti di alta qualità, strettamente controllati, la carne viene spesso e volentieri presentata nei suoi tagli meno noti. A differenza dell’uso comune, le parti più pregiate e conosciute – un filetto ad esempio – costituiscono una rarità in menu.

Ed ecco quindi che i piatti prevedono spesso sapori decisi, ricette lunghe e laboriose, una cucina indubbiamente più divertente nella stagione autunnale. Da ottobre in avanti si può giocare con verdure dalle texture cremose, cotture lente, il vino, il tartufo, la polenta. Lo stesso discorso vale anche per il pescato, di piccola taglia e più volentieri d’acqua dolce. Da CICIARA’ l’atmosfera è informale e dinamica: in pausa pranzo resta un sottofondo di frenesia milanese ma dipende da voi. Quanto tempo siete disposti a concedervi seduti ad uno dei grandi tavoli in sharing?

L’ambiente è retrò al piano strada, mentre quando si scende al meno uno appare più marcato un gusto per il vintage americano anni 60. Nella sala interrata ci sono belle altezze, luci da biliardo e un neon rosa con lo scioglilingua di Adriano Celentano. Un’estetica semplice e di gusto, non finta, che rende l’ambiente accogliente e a suo modo molto milanese.

I piatti forti sono indiscutibilmente primi e secondi: la pasta fatta in casa che spazia tra le regioni  – ravioli del plin piemontesi o tortelli di zucca – senza contare il tagliolino cremoso al ragù di coniglio. Tra i secondi: brasati, arrosti, stracotti che vedono protagonisti agnello, cinghiale, maiale, quaglia, lumache. Da stuzzicare prima o dopo mancano formaggi e salumi – accuratamente scelti – verdure in carpione o un carpaccio all’albese. Noi ci siamo goduti un’ottima pasta mescafrancesca con ceci e bottarga che mi ha fatto ricordare la cucina di mia nonna. La mescafrancesca è il modo napoletano per raccontare il “miscuglio” di pasta mista corta. Questa era cremosa, con i ceci al dente, generosa bottarga e olio a crudo. Sembra banale ma non lo è.

Tra i secondi, non abbiamo resistito allo stinco di pecora con polenta: cucinato come un brasato, con una carne extra morbida e grande cremosità. La conclusione è stata anch’essa all’insegna della semplicità: torta di nocciole affogata in zabaione caldo. Il senza fronzoli che appaga.
Se dovessimo associare un colore alla cucina di CICIARA’ sarebbe un giallo cremisi, perché la sua cucina scalda e conforta, grazie a sapori pieni e a piatti che frugano nei nostri ricordi. Qualità e genuinità di una tradizione rivisitata senza guizzi, senza improvvisazione e capace di risvegliare un profondo desiderio di bontà. 

CICIARÀ
Piazza Santo Stefano 2 – 20122 Milano
www.ciciara.it

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